BOLIVIA
LETTURE CONSIGLIATE
FEDERAZIONE DEL TROPICO - Paolo Fattori - EUR 9,50
- EDT
"Tutto cominciò con una lunga traversata via mare. A bordo
di una nave mercantile, salpai dal porto di Genova per approdare a quello
argentino di Buenos Aires. I miei obiettivi in Sud America prendevano
spunto soprattutto dai numerosi contatti da me precedentemente coltivati
con diversi organismi umanitari e di cooperazione economica; ero convinto
che il mio viaggio, se arricchito e guidato da incontri diretti con
le comunità locali, sarebbe diventato inevitabilmente qualcosa
di diverso, per sostanza e spessore, dai miei soliti pellegrinaggi visionari
e romantici attorno al mondo."
LA FRONTIERA SCOMPARSA - Luis Sepulveda - EUR 7,50
- TEA
Condannato all'esilio, Luis Sepulveda abbandona giovanissimo il Cile
per intraprendere un lungo viaggio attraverso gli immensi spazi dell'America
Latina, a bordo di ogni tipo di veicolo o mezzo di trasporto. Dal Rio
de la Plata agli altipiani della Bolivia, dalle ventose pianure del
Chaco al caldo soffocante della foresta equatoriale, per varcare, infine,
l'Atlantico e approdare alle colline dell'Andalusia. Un viaggio fitto
di avventure e incontri, il racconto di una formazione con lo zaino
in spalla.
MINATORI -
Jean-Claude Wicky - EUR 45,00 - Peliti Associati
Un viaggio all'interno delle miniere della Bolivia, un percorso storico
ed umano che Jean-Claude Wicky ha ritratto con particolare sensibilità
durante un arco di tempo di circa diciassette anni. Wicky scende insieme
ai "mineros" nei profondi filoni minerari dell'altopiano boliviano,
con l'intento di tradurre in immagine l'oscurità e la solitudine
di questa drammatica esistenza. Il buio, lo sforzo, la mancanza di ossigeno
accompagnano quotidianamente gli abitanti di Colquiri, Caracoles, Hunani
nella loro discesa agli inferi.
AVREI CAPOVOLTO LE MONTAGNE. Giorgina Levi in Bolivia (1939-1946)
- Filippa MArcella - EUR 10,00 - Giunti Editore
Questa biografia è il prodotto del lavoro sulla memoria di due
donne che, appartenenti a generazioni diverse, si sono incontrate grazie
al comune interesse per l'ebraismo e la storia della soggettività
femminile.
Sollecitata da Marcella Filippa, Giorgina Levi narra un periodo della
propria vita - gli anni 1939-46, in cui fu costretta a emigrare in Bolivia
con il marito, a causa delle persecuzioni razziali fasciste -che, se
fu certo il più difficle, rappresentò tuttavia un passaggio
decisivo per la sua maturazione di donna e di militante.
Rievocare gli anni dell'esilio significa per Giorgina ridestare emozioni
intense e talora dolorose: la nostalgia per la famiglia e per l'Italia,
la fatica per le durissime condizioni di vita sulle Ande boliviane,
la sofferenza di fronte alla miseria e allo sfruttamento degli indios
nelle miniere,la passione dell'impegno politico antifascista nel mondo
dell'emigrazione, la preoccupazione costante per i parenti rimasti nell'Europa
sconvolta dalla guerra, la difficile solidarietà con gli indios.
Ma rievocare significa anche ritrovare in sé la forza con cui
seppe affrontare lo sdradicamento dell'esilio, quella forza con cui
avrebbe potuto 'capovolgere le montagne'. La complicità consapevole
con cui Giorgina e Marcella affrontano la ricostruzione di questa vicenda
trascende i ruoli dell'intervistata e dell'intervistatrice, perchè
entrambe si pongono domande sul passato e su di sé, creando insieme
un testo che sta a metà fra storia e letteratura, una formula
nuova e feconda per la storia delle donne.
DIARIO IN BOLIVIA - Ernesto Che Guevara - EUR 7,00
- Feltrinelli
Il Che, questa figura singolare che diventa stimolo universale di lotta
rivoluzionaria persino nelle metropoli imperialistiche e colonialiste,
sorge da un continente oppresso in passato dalle potenze coloniali e
oggi sfruttato e costretto dall'imperialismo yankee alla miseria e al
sottosviluppo più iniquo.
Il Che considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso
del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare,
specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità
non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione nell'America
Latina.
Nel diario del Che possiamo constatare quanto reali fossero le sue possibilità
di successo e quanto straordinario il potere catalizzatore della guerriglia,
da lui puntualizzati nei suoi appunti. Una volta, davanti ai sintomi
evidenti di debolezza e rapido deterioramento del regime boliviano,
annotò:"Il governo si disintegra rapidamente; peccato non
avere altri cento uomini in questo momento".Per non lottare ci
saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza,
ma mai, senza la lotta, si potrà avere la libertà. Il
Che non è sopravvisuto alle sue idee, ma ha saputo fecondarle
col suo proprio sangue.
EVO MORALES. Il riscatto degli indigeni in Bolivia - Pablo
Stefanoni, Hervé Do Alto - EUR 15,00 - Sperling & Kupfer
Fino a ieri, per definire la Bolivia si sarebbe ricordato che è
il paese più povero dell'America Latina, secondo solo ad Haiti.
Un paese isolato, spogliato dei suoi tesori - l'argento, il rame, lo
stagno, il petrolio, l'acqua e soprattutto il gas - prima dai colonizzatori,
poi dalle multinazionali dell'economia globale, governato o da militari
(191 golpe nei 182 anni trascorsi dalla proclamazione di indipendenza
dalla Spagna) o da uomini legati strettamente agli interessi economici
nordamericani. Più che uno stato, un "osso da spolpare",
come scrive nella prefazione Maurizio Matteuzzi. Ma dal 2000 a oggi,
una serie di avvenimenti ha fatto di questa piccola e sofferta realtà
un simbolo del rifiuto del saccheggio attuato dalle grandi potenze.
La cosiddetta "guerra dell'acqua" iniziata e vinta dagli abitanti
di Cochabamba contro la privatizzazione, decisa dal presidente Sànchez
de Lozada di una risorsa che dovrebbe essere invece di tutti, aveva,
da un lato, portato in primo piano la questione delle risorse sociali
collettive e, dall'altro, dato inizio a una nuova forma di aggregazione
popolare trasversale fra vari settori, un'alleanza fra città
e campagna dalla quale in breve sarebbero emersi i protagonisti del
cambiamento politico: i cocaleros, i coltivatori della foglia di coca
guidati da Evo Morales. Dal 2005 è il primo presidente indigeno
della Bolivia. Un evento storico, che ha segnato un nuovo inizio per
la società boliviana e di tutto il continente.