SERBIA
LETTURE CONSIGLIATE
GOETZ E MEYER - David Albahari - EUR 10,50 - Einaudi
A Belgrado un professore di lettere ebreo indaga negli archivi della
seconda guerra mondiale per capire come mai l'albero genealogico della
sua famiglia sia ridotto a un unico ramo, quasi secco. Nel corso delle
sue ricerche trova traccia di Götz e Meyer, due giovani delle S.S.
che furono mandati nell'estate del 1942 da Berlino a Belgrado con un
compito preciso: trasportare gli ebrei dentro un camion ermeticamente
sigillato, uccidendoli durante il tragitto tramite i gas di scarico.
Sterminarono così 5000 ebrei serbi. Un romanzo di evidente matrice
autobiografica che cerca di ricostruire un passato indicibile, di far
fronte alla necessità di dare una figura, un corpo, agli esecutori
del Male.
TRE CANTI FUNEBRI PER IL KOSOVO - Ismail Kadaré - EUR
7,00 - TEA
Il 28 giugno 1989 il leader serbo Slobodan Milosevic scatenò
l'offensiva nazionalista contro gli albanesi del Kosovo. Da quel giorno
è iniziata la dissoluzione della Jugoslavia. Ma la scelta di
quella data non fu casuale. Seicento anni prima, il 28 giugno 1389,
il "Kosovo Polje", la "Pianura dei Merli", era stato
teatro di un'epica battaglia: una coalizione balcanico-cristiana formata
da serbi, bosniaci, albanesi e rumeni fu sconfitta dall'esercito ottomano
al comando del sultano Murad I. Nei tre racconti di questo libro Kadaré
riporta nella polvere di quell'assolatissima giornata, fra l'ondeggiare
degli stendardi, le tresche dei principi, i canti dei rapsodi, il sangue
versato.
SAPPIANO LE MIE PAROLE DI SANGUE - Babsi Jones - EUR
16,50 - Rizzoli
Una reporter italiana decide di rimanere a Mitrovica, nel Kosovo, nella
settimana in cui la popolazione serba viene evacuata, prima dell'arrivo
delle milizie albanesi. Dalla città fantasma la reporter scrive
al suo direttore lettere che non verranno mai pubblicate. La sua, infatti,
è una posizione controcorrente: è filoserba, antislamica,
antioccidentale, decisa a fare piazza pulita delle falsificazioni e
delle versioni di comodo che presentano i serbi come gli eterni cattivi,
meritevoli dei bombardamenti umanitari che gli piovono addosso. Le lettere
diventano questo "quasiromanzo": "quasi" perché
la materia della narrazione deriva dall'esperienza diretta di Babsi
Jones nei Balcani.